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Emozioni e sintomi: quale relazione?

Articoli > Emozioni e Sintomi
 

Il termine emozione deriva dal latino "ex-moveo", che significa "muovere fuori", "uscire", "sgorgare":  l'etimologia della parola richiama quindi un movimento che da "dentro" va verso "fuori". Le emozioni costuiscono l'essenza della qualità e della varietà delle esperienze umane. Quale colore avrebbe la nostra vita se non ci emozionassimo? Ovviamente nessuno, ecco perchè possiamo considerare l'emozione come una caratteristica che permette di conoscere meglio la realtà, ed in termini cognitivo comportamentali come una forma evoluta di apprendimento.

L'emozione nasce nella relazione, nel rapporto con l'esterno o con le nostre immagini, ed è  la componente principale della nostra reazione agli stimoli ambientali, siano essi provenienti da oggetti, animali, persone o altro.  Il movimento emozionale, in cui si manifesta la profonda unità di psiche e corpo, coinvolge il nostro organismo  nei vari aspetti della sua globalità e si esprime ad esempio con: il pensiero logico («mi piace questa cosa perché, mi arrabbio perché ....»), la fantasia (immaginare situazioni, ricordare, fantasticare, ...), l'espressione muscolare (pensiamo  alla mimica facciale come forma privilegiata di espressione emotiva, l'atteggiamento del corpo che varia a seconda dell'emozione provata, le tensioni muscolari quando alcune emozioni vengono controllate, ecc.), il sistema nervoso vegetativo (sudori, pallori,  battito cardiaco, temperatura corporea, ritmo respiratorio, ecc.), il sistema endocrino, ecc..

Riprendendo la letteratura possiamo dire che le emozioni sono delle reazioni  affettive, in genere brevi ma intense, che insorgono all’improvviso in risposta a degli stimoli ambientali che per un qualunque motivo ci colpiscono. Esse sono caratterizzate da sensazioni più o meno nette di piacere o di dispiacere:
- le emozioni  piacevoli o "positive" accompagnano la comparsa o l’anticipazione di eventi gratificanti;
- le emozioni sgradevoli o "negative" sono associate per lo più all’esperienza del dolore, del pericolo, o della punizione.

Comunque al di là della loro classificazione, le emozioni hanno in comune la caratteristica di non rimanere esclusivamente a livello psichico, ma di essere accompagnate da modificazioni fisiologiche e somatiche (per esempio provare un’emozione davanti a un quadro, oppure ascoltando un brano musicale,  non vuol dire semplicemente "com’è bello!", ma vuol dire "sentire qualcosa dentro di sé". Alcune emozioni sono presenti sin dalla nascita, altre invece si manifestano più tardi.

Molte ricerche hanno dimostrato che la espressione o non espressione delle emozioni è correlata  al grado di stress cronico della persona e quindi alla condizione di benessere o malessere. Infatti è proprio l'emozione trattenuta (nei vari modi in cui questo avviene, ad es. attraverso un respiro lieve e superficiale, attraverso la tensione muscolare  cronica e l'inibizione del movimento, oppure non riconoscendola a livello cognitivo, ecc.) che comporta una condizione di continua tensione e allarme (stress) che causa malessere ed è fattore concausale di molti disturbi, sia psicoaffettivi che somatici.

Prendiamo come esempio un disturbo molto comune che è la cefalea. in questo disturbo si incontrano spesso situazioni di dolori muscolari al collo, nella zona cervicale, con forti mal di testa che coinvolgono anche gli occhi, le tempie, ecc. newlla maggior parte dei casi qyuesto quadro sintomatologico si potrebbe accompagnare ad una situazione di forte controllo razionale  e difficoltà, se non addirittura incapacità, di esprimere l'emozione della rabbia. in questi casi si viene a creare una distonia tra forti sentimenti di rabbia nelle situazioni (ad es. di lavoro, nel rapporto col partner o altro), e apparenti comportamenti di disponibilità, tipo sorrisi, o arrendevolezza.

Attraverso la Psicoterapia la persona con questi disturbi riesce ad esprimere maggiormente i propri sentimenti di ostilità nelle situazioni in cui insorgono e riesce ad abbandonare un po' il controllo anche a livello muscolare, inizialmente  la frequenza dei dolori si riduce (questi insorgono solamente in situazioni precise, dove è possibile coglierne il significato emotivo e relazionale) e poi gradualmente scompaiono (quando si raggiunge una situazione di mobilità espressiva).


Il disagio psicologico rappresenta dunque
la tendenza nella società moderna al privilegiare l'aspetto cognitivodella vita, a scapito di altri aspetti, quali gli affetti, le sensazioni fisiche, il contatto umano, la relazione , ecc. quando parliamo di Benessere non vogliamo dire che non esistono emozioni forti o dolorose, ma intendiamo la possibilità di poter godere pienamente le emozioni  congrue alle situazioni di vita, siano esse rabbia, aggressività, tenerezza, paura, abbandono, ecc..

Le emozioni spesso non trovano espressione nella nostra quotidianità, vengono represse oppure ingrandite nell'espressione immaginaria o fantastica, riducendo  la capacità e le possibilità di una vita intensa, nonchè della profondità dei vissuti nei rapporti umani e con la realtà esterna, favorendo situazioni di disagio, malessere,  disturbi di vario tipo o patologie.

di Roberto di Polito


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