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Gli Attacchi di Panico come sindrome adattiva dei tempi moderni.

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Dai dati epidemiologici che vengono diffusi sembra che il Panico si vada classificare come uno dei sintomi psichici (insieme all'ansia , le paure , le fobie lo stress ecc.) in costante aumento soprattutto nella popolazione giovanile. Possiamo affermare  che gli Attacchi di Panico seguono la moda dei nostri tempi poiché si stanno sostituendo alla sintomatologia isterica del secolo scorso, pertanto li possiamo definire come la versione moderna della vecchia isteria. Le eccessive stimolazioni a cui siamo  sottoposti ogni giorno, ci porta a non essere in grado di mettere in atto le strategie di adattamento funzionali, pertanto il sintomo di attacco di panico, così prepotentemente diffuso in questo momento, rappresenta  una modalità che l’organismo  utilizza paralizzando corpo e mente affinché la richiesta di "essere lasciato in pace" possa avere una sua forza inequivocabile. Chi viene colpito da questa forma di disagio, diventa parzialmente o totalmente incapace di muoversi  nell'ambiente, poiché viene "assalito all’improvviso" (di qui il mito di Pan)  da svariati sintomi somatici e cognitivi quali: palpitazioni (tachicardia), difficoltà di respirazione (dispnea)  o sensazione di soffocamento, annebbiamento della vista, giramenti di testa, vertigini, sudorazione improvvisa, tremore, , dolore al petto, nausea, , brividi o vampate di calore, (tutti sintomi che farebbero pensare in un primo momento a patologie  cardiache), nonché paura di morire o di impazzire. I primi passi che vengono percorsi da chi ha avuto questi episodi è rappresentato da una serie di esami clinici che non portano ad alcuna diagnosi medica.  Altra caratteristica è quella di restare totalmente consapevoli di tutto ciò che capita attorno, e ciò comporta grande fatica per strutturare le azioni che dovrà compiere, in un certo senso è "come se si faticasse per due vite" . Le tecniche migliori per aiutare le persone a riappropriarsi del proprio corpo e della propria vita sono quelle distensive a mediazione corporea come il training autogeno, unite ad una buona psicoterapia preferibilmente ad approccio strategico o cognitivo  comportamentale. In alcuni casi potrebbe essere utile anche una terapia farmacologica di sostegno. Utilissima risulta essere anche la tecnica delle Costellazioni Familiari dove si può mettere in scena "il sintomo" e cosa questo rappresenta.  Chi ha provato gli attacchi di panico li descrive come un’esperienza terribile, spesso improvvisa ed inaspettata, almeno la prima volta. E’ ovvio che la paura di un nuovo attacco (la cosiddetta ansia anticipatoria) diventa  immediatamente forte e dominante. La persona si trova rapidamente invischiata in un tremendo circolo vizioso che spesso si porta dietro la cosiddetta "agorafobia", ovvero l’ansia relativa all’essere in luoghi o situazioni dai quali sarebbe  difficile o imbarazzante allontanarsi, o nei quali potrebbe non essere disponibile un aiuto, nel caso di un attacco di panico inaspettato. Diventa così pressoché impossibile uscire di casa da soli, viaggiare in treno, autobus o guidare l’auto,  stare in mezzo alla folla o in coda, e cosi via. L’evitamento di tutte le situazioni potenzialmente ansiogene diviene la modalità prevalente ed il paziente diviene schiavo del suo disturbo, costringendo spesso tutti i familiari  ad adattarsi di conseguenza, a non lasciarlo mai solo e ad accompagnarlo ovunque (in questo caso il paziente sceglie una figura di riferimento con il ruolo di accompagnatore). La caratteristica essenziale del Disturbo di Panico è  la presenza di attacchi di panico ricorrenti, inaspettati, seguiti da almeno 1 mese di preoccupazione persistente di avere un altro attacco di panico. La persona si preoccupa delle possibili implicazioni o conseguenze degli attacchi di panico e cambia il proprio comportamento in conseguenza degli attacchi, principalmente evitando le situazioni in cui teme che essi possano verificarsi. Il primo attacco di panico è generalmente inaspettato,  cioè si manifesta "a ciel sereno", per cui il soggetto si spaventa enormemente e, spesso, ricorre al pronto soccorso; poi possono diventare più prevedibili. Per la diagnosi sono richiesti almeno due attacchi di panico  inaspettati, ma la maggior parte degli individui ne hanno molti di più. Gli individui con Disturbo di Panico mostrano caratteristiche preoccupazioni o interpretazioni sulle implicazioni o le conseguenze degli attacchi di  panico. La preoccupazione per il prossimo attacco o per le sue implicazioni sono spesso associate con lo sviluppo di condotte di evitamento che possono determinare una vera e propria  , nel qual caso viene diagnosticato il Disturbo di Panico con Agorafobia. solito gli attacchi di panico sono più frequenti in periodi stressanti. Alcuni eventi di vita possono infatti  fungere da fattori precipitanti, anche se non indicono necessariamente un attacco di panico. Tra gli eventi di vita che vengono riferiti più comunemente dai pazienti che soffrono di questo disturbo troviamo la separazione, la perdita  o la malattia di una persona significativa, l’essere vittima di una qualche forma di violenza, problemi finanziari e lavorativi. Gli eventi stressanti, le situazioni agorafobiche, il caldo e le condizioni climatiche umide, nonché le droghe psicoattive  possono infatti far insorgere sensazioni corporee che possono essere enfatizzate a tal punto da aumentare il rischio di sviluppare attacchi di panico.
di Roberto Di Polito


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