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Cosa sono le Costellazioni Familiari Sistemiche ed in cosa consiste questa Tecnica?Le Costellazioni Familiari secondo il metodo di Bert Hellinger, sono assai diffuse nei paesi di lingua tedesca ed ora cominciano ad essere conosciute nel resto del mondo per la profondità e l'efficacia. Vengono utilizzate nei più disparati campi della vita associativa, laddove esistono dei sistemi, per questo si chiamano anche Costellazioni sistemico-fenomenologiche. Si stanno mostrando un valido ausilio nella mediazione e nella terapia familiare, di gruppo, di coppia, individuale, nella scuola, negli ospedali, negli uffici, nelle aziende, nelle carceri ed in tutte le organizzazioni. La loro caratteristica peculiare è quella di fare riferimento agli "Ordini dell'Amore" e alle forze guaritrici delle origini del sistema familiare. Immediato risulta l'impatto nel lavoro consistente la messa in scena della famiglia. Subito vengono alla luce, sotto gli occhi dei partecipanti agli incontri, i legami con le origini e con ciò che tiene "legati, irretiti, connessi". Portati da una "Forza più grande", velata a livello consapevole ma ben visibile alla nostra parte profonda, la "risonanza del campo morfogenetico" si lascia percepire e vedere nei movimenti e sentimenti in cui le persone che ne sono immerse si muovono e svelano nel descrivere sentimenti non propri. per tutte le date in Italia clicca quì |
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"Rigenerarsi" attraverso il Training Autogeno.Attualmente, tutti noi viviamo in un' epoca caratterizzata da fatica, stress e tensioni che fanno ormai parte della nostra vita quotidiana. I nostri impegni, nonché le nostre preoccupazioni riguardo al futuro, gli orari da rispettare, sembrano non permetterci di concedere qualche pausa di rilassamento al nostro corpo e soprattutto alla nostra mente. Immaginiamo ad una giornata in ufficio, dove, dopo una pausa pranzo di mezz'ora, dobbiamo tornare a lavoro e ci vengono richieste le stesse prestazioni della mattina. Una volta si poteva fare una pausa più lunga e molti si concedevano il cosiddetto “riposino pomeridiano”. Oggi tutto ciò non è più possibile ed allora: “come rigenerarci….?” La tecnica del Training Autogeno (Training = Allenamento; Autogeno = Che si genera da sé) è stata studiata appositamente per questo scopo, consentendoci di raggiungere il totale rilassamento fisico e psichico ed aiutandoci a ritrovare la nostra autostima, tramite una serie di esercizi da svolgere mentalmente e assumendo delle ben determinate posizioni. Il suo ideatore J.H. Schultz, lo ha reso il più famoso metodo di autodistensione e di rilassamento, finalizzato al recupero psico-fisico.
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L'approccio Sistemico Fenomenologico Applicato ai Casi Organizzativi
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“Curare” o “Prendersi cura?”(Il ruolo della Psicologia in ambito oncologico)Quando parliamo di oncologia subito ci torna alla mente la parola “cancro”, con tutti i significati negativi, che culturalmente sono associati a questa. Non si può non osservare come da molti anni la patologia neoplasica rappresenta un grave problema dal punto di vista della salute sia individuale che collettiva. In questi anni, infatti, abbiamo assistito a numerosi progressi scientifici in ambito oncologico, che hanno senza alcun dubbio determinato un netto miglioramento degli approcci terapeutici alla malattia con un considerevole aumento della sopravvivenza dei pazienti. Nonostante tutti questi progressi il “cancro” resta comunque una delle malattie ad elevata diffusione, nonché una delle principali cause di morte in tutto il mondo. Tutto ciò non può che creare nell'immaginario collettivo la percezione di un evento terribile, incontrollabile e mortale. Infatti quando si parla di “cancro” subito riecheggiano nella nostra mente i due concetti più correlati, ovvero quello di “malattia” e “morte”. Il paziente che riceve una diagnosi di neoplasia si chiede subito: “….allora morirò?” Risulta evidente che tra le malattie a minaccia per la vita, quella neoplastica rappresenta l'evento più stressante e traumatico con il quale chi ne è colpito deve confrontarsi. |
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Dall'Homo Ludens al "Gambling Addicted": quando il gioco diventa dipendenza. Il termine “gioco”, in italiano è ambiguo. L'inglese distingue utilmente tra play ( il gioco come insieme di regole per saper fare e per prevedere) e gambling, dove entrano i concetti di ricompensa e di caso (fortuna). La maggioranza dei giochi ha regole conoscibili e il caso pur facendo parte del gioco, può essere contrastato o incorporato in un modo costruttivo in strategie sensate di gioco. Il gioco del calcio, il gioco del bridge, la corsa ad ostacoli, fanno parte di questo tipo di “gioco”. Nel gioco come gambling notiamo un guadagno possibile noto (di solito si tratta di denaro), per la cui acquisizione il giocatore mette un valore in palio. Ma la sua acquisizione non dipende da regole o dall'abilità, quanto piuttosto dal caso. Anche se poi il giocatore, crede di essere in grado di conoscere le “regole”, o comunque di capirne i capricci o di saperne guidare le ” scelte”, grazie ad illusorie capacità strategiche o personali. Ci sono meccanismi psicologici (distorsioni cognitive) che fanno sviluppare negli esseri umani la convinzione illusoria di poter controllare il gioco, tramite la sua abilità o alla sua astuzia. Credono di poter elaborare strategie per “ vincere” il caso. Insomma il giocatore si costruisce ipotesi strategiche atte a predire l'esito del gioco, o a influenzare l'esito basandosi su percezioni erronee e stabilendo relazioni erronee tra fatti in realtà non correlati. Il fascino del gioco nasce dal fascino dell' alternanza tra eccitazione dell'attesa e .............. |
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